il male dei nostri tempi…

non ho trovato il copyright di questa immagine, se l’autore dovesse vederla e sentirsi leso per il suo utilizzo sarà mia cura toglierla.

“Tutto era nero e credevo che in futuro sarebbe successo il peggio, che non sarei mai più potuta essere felice e che tutti i miei sogni non si sarebbero mai avverati, che non avrei ottenuto mai nulla di quello che volevo per cui avevo combattuto per anni. E poi mi sentivo sola, più sola che mai avrei creduto, le persone intorno a me non capivano, mi incitavano a trovare una passione, un hobby, qualcosa che mi desse vita, ma loro non capivano, io quella vita non l’avevo più, quella solarità era sparita, io non esistevo più. Erano successe troppe brutte cose nella mia vita per credere che ci fosse una minima speranza che qualcosa potesse andare bene, per quanto avessi provato a rialzare la testa, nulla e dico nulla, sarebbe mai potuto cambiare, la vita mi avrebbe sempre preso a calci in bocca.

Poi vidi un’immagine, mi era comparsa su Facebook per caso. Una bambina sorridente guardava un mostro faccia a faccia, un mostro orribile nero ed enorme la sovrastava e cercava di invaderla. Capii, capii che avevo bisogno di aiuto, perché quella bambina una volta sorridente ero io e il mostro era la mia depressione, una depressione che mi faceva credere che quella bambina non esistesse più, fosse scomparsa e non sarebbe mai più tornata perché il futuro non mi apparteneva, avrei solo sofferto.

E così ho cercato su internet e ho trovato una meravigliosa psicoterapeuta che mi ha accolto, non mi ha fatto sentire sbagliata come faceva quotidianamente la mia famiglia, mi ha ascoltata e mi ha fatto comprendere cosa succedeva in me. È stato difficile, doloroso, ho pianto tutte le mie lacrime in quello studio e ancora adesso succede, perché il mostro va e viene, si allontana e poi ritorna, ma noto che quando torna sta sempre meno, lo combatto con più forza e ci sono sprazzi in cui mi sento ancora viva e lì sento di nuovo la bambina dentro di me sorridere e vedo che in fondo una speranza ce l’ho anche io, non è tutto perduto e posso con calma e un giorno alla volta, tornare a essere me stessa, una nuova me stessa, ma che origina dalla tempesta che ho affrontato e che mi ha resa più forte, molto più forte.

Non sono invincibile, so che il mostro è ancora lì e forse tornerà a farmi visita nella mia vita in futuro, ma ho scoperto che questo non vuol dire essere debole, questo vuol dire essere umana e io so che chiedendo aiuto, potrò uscirne tutte le volte che ne avrò bisogno. Grazie a me stessa e alle persone che mi hanno aiutato.”

Perché la depressione fa così paura?

Perché è una malattia sommersa, poco visibile, difficilmente identificabile da chi ce l’ha e delirante per tutte quelle persone che stanno accanto.

Cos’è la depressione?

È una malattia, ne più, ne meno. E in molti la definiscono la malattia più democratica del mondo, non ha limiti di età, sesso o ceto sociale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede che nel 2020 sarà la causa più importante di assenteismo dal lavoro e nel 2030 la malattia più diffusa al mondo… Però non sia mai che ne parliamo, ma perché?

La depressione è inscritta nei Disturbi dell’umore secondo tutti i manuali diagnostici del mondo, le cause possono essere: 

  • genetiche (si eredita da un familiare primo grado con un’incidenza dal 5 al 25%), 
  • biologiche (un’alterazione chimica nel cervello che impatta tantissimo)
  • psicosociali (eventi che traumatizzano la persona e che vengono vissuti come perdite irreversibili e irreparabili) come ad esempio:
    • malattie,
    • lutti,
    • separazioni sentimentali,
    • divorzi,
    • conflitti gravi con persone importanti nella tua vita,
    • cambiamenti di casa,
    • cambiamenti di lavoro,
    • fallimenti,
    • fallimenti economici,
    • licenziamento,
    • bocciatura a scuola,
    • problemi con la giustizia,
    • vittime di abuso,
    • vittime di violenza,
    • vittime in età infantile.

Le persone depresse non percepiscono di poter affrontare il futuro. Anche solo svegliarsi al mattino e avere il coraggio di uscire dal letto costa una dose di energia che chi non ne soffre non potrebbe immaginarsi. Addormentarsi la sera sembra impossibile perché tutti i pensieri più brutti si affastellano nella testa e diventa un’impresa prendere sonno. E da quello si crea un circolo vizioso.

Un consiglio che spesso do in questi casi è un buon libro, di quelli di buoni sentimenti, che finiscono bene e che non fanno provare emozioni negative. Bannate tv, cellulari e iPad che a causa della loro luce non favoriscono il prendere sonno e tengono la mente troppo attiva.

Come capire se è un momento o sono depress*?

Se alla lunga senti questi sintomi, allora, ti consiglierei di andare da uno specialista a chiedere.

Fisico: pochissime energie, nausea, dolori, mancanza di desiderio sessuale, fatica costante, disturbi del sonno (troppo o troppo poco), nervosismo, agitazione, lievi tremori, perdita o aumento del peso, difficoltà di concentrazione e scarsa memoria.

Emozioni: tristezza, angoscia, colpa, ansia, nessuna speranza, vuoto, solitudine, disperazione, aggressività.

Comportamento: riduzione della attività quotidiane, isolamento sociale, dipendenza da dispositivi elettronici, passività, pensieri suicidi, tentati suicidi, nessuna o scarsa attività sportiva.

Mentali: incapacità decisionale, no creatività, pensieri negativi sul futuro, autocommiserazione, percezione che non si potrà mai stare meglio, senso di inadeguatezza, autovalutazione, 

Chi sono i professionisti più utili?

  • Medico psichiatra
  • Psicologo Psicoterapeuta

Questo perché la combinazione di farmaci e terapia della parola ha dimostrato la sua effettiva validità.

Un aiuto viene dato anche dalla pratica quotidiana della Mindfulness in quanto aumenta il livello di consapevolezza.

Non è facile combattere questa malattia, ma ne vale sempre la pena!