Come usarlo e ottenere il massimo dalla tua performance

 

Durante un match un po’ difficile, quando non si sta giocando proprio come si vuole, capita spesso di dirsi delle frasi del genere…

“Che scemo che sono!”, “Ma non è possibile!”, “Ma no! Non così!”, “Sei veramente ridicolo!”, “Io non ho parole…”, “Non tenere la racchetta così!”, “Ma come hai fatto a fare un errore del genere?!”, “Non fare doppio fallo…”

Mai capitato?

Di fronte a un errore o a situazioni un po’ stressanti, capita che ci facciamo trasportare un po’ dalle emozioni e diciamo cose che a mente lucida, probabilmente, non penseremmo nemmeno.

Tennis: servo perfettamente all’incrocio delle righe, la palla torna nella mia metà campo e mi basta toccarla appena per fare punto, ma inesorabilmente tiro fuori o in rete. Classica reazione: “Ma come si fa a sbagliare una palla così facile?!”. Non tutti magari lo dicono, ma la maggior parte dei tennisti lo avrà sicuramente pensato. Ad ogni modo, la domanda da porsi non è di certo quella, piuttosto potrebbe essere più producente chiedersi il perché dell’errore, pensando a quali soluzioni poter applicare in una prossima situazione simile. Tuttavia, in un momento di rabbia o di frustrazione per il punto mancato, non è di certo facile essere così assertivi. Ecco perché è necessario un lavoro su sé stessi e sul proprio linguaggio interno, in modo da riuscire a comunicare in maniera positiva e costruttiva anche nei momenti emotivamente più difficili.

In che modo dunque si può costruire un linguaggio interno positivo?

Prima di tutto, una delle cose più importanti da fare è eliminare dalle nostre affermazioni/pensieri la parola NON. Il motivo è molto semplice. Per spiegarvelo voglio fare una prova con voi. Pronti?

NON PENSATE ALLA PALLINA DA TENNIS!

A cosa avete pensato? Sono pronto a scommettere che nella vostra testa sarà comparsa l’immagine di una pallina da tennis. Questo succede per il fatto che il nostro cervello non è “programmato” per elaborare nell’immediato le negazioni. Per questo motivo, ad esempio, se sto pensando a NON fare doppio fallo, nel momento in cui sto per giocare la seconda di servizio, molto probabilmente il doppio fallo lo commetterò. Perché ci sto pensando e probabilmente sto anche visualizzando la pallina che esce o che finisce in rete. A cosa devo pensare dunque? Anziché “Non fare doppio fallo!”, meglio pensare ad esempio “Ora servo al corpo!”. Il fatto di darmi un obiettivo tattico, in questo caso, mi consente di mettere la mia attenzione su ciò che devo fare e non su ciò che devo evitare (che in questo caso è il doppio fallo).

Darsi dei comandi positivi aiuta sicuramente ad ottenere un atteggiamento più propositivo e a mettersi in condizioni ottimali nell’affrontare qualsiasi situazione.

Un’altra cosa sicuramente da evitare è l’insulto gratuito verso se stessi. Ad ogni palla che il vostro avversario vi propone, voi dovrete compiere una scelta, facile o difficile che sia. Se ad ogni errore, vi insultate non farete altro che criticare voi stessi e la scelta che avete preso. Il tennis è uno sport basato sugli errori, sbagliare è all’ordine del punto. Accettare dunque l’errore e pensare al punto successivo is the way. Se giudicate negativamente ogni vostra scelta, non farete altro che distruggere voi stessi e uscire dal campo sentendovi inadeguati. Quando ad esempio tentate di fare un passante, oggettivamente difficile da eseguire, e lo sbagliate, anziché darvi degli incapaci, provate a darvi una pacca sulla spalla apprezzando il coraggio che avete avuto nel provare a giocarlo. Si tratta in fin dei conti di farsi un complimento ogni tanto e di riconoscere i propri sforzi.

Ma, in senso pratico, come si fa ad accettare l’errore?

Pensate all’errore come un’opportunità. Se trasformate una pallina finita in rete in una possibilità per capire dove avete sbagliato, diventerà più facile trovare delle soluzioni per migliorare e per non ricascarci, una seconda volta, nello stesso modo. Attribuite dunque all’errore un nuovo significato: non più come il risultato di un vostro limite, ma una possibilità per individuare le vostre potenzialità e le aree di miglioramento.

Queste basi vi potranno portare ad avere un modo di comunicare costruttivo con voi stessi, sviluppando così un pensiero positivo e costruttivo. Spesso, di fronte alle situazioni si resta impantanati in uno stato di negatività assoluto. Ciò non fa altro che renderci ciechi di fronte ai nostri punti di forza e, in particolare, ci porta a utilizzare le nostre risorse in maniera inadeguata. Avere un pensiero positivo e ottimista, ci permette di ottimizzare le nostre risorse consentendoci così di dare il nostro 100%.

Lavorare sui propri pensieri e sulle proprie convinzioni è difficile, ma non impossibile! Bisogna avere molta pazienza e soprattutto buona volontà.

Pronti ad iniziare?

 

Dr. Francesco Zanatta

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