Che sia chiaro, migliorarsi è complicatissimo, perché di fronte ai problemi torneremo, per comodità mentale, allo stesso meccanismo con cui li abbiamo sempre risolti. Perché, come dice la psicologia positiva bisogna “imparare ad affrontare i problemi dalla parte opposta”, ma è complicato se non talvolta impossibile se non sai come fare.

Ognuno di noi è incastrato nella sua vita, nei suoi meccanismi mentali e quindi per cambiare davvero deve fare un profondo esame di coscienza ed essere davvero onesto con se stesso. In seduta mi capita spessissimo di avere persone che dicono: “sono fatto così”, “non ce la farò mai”, “tanto nulla cambierà”, allora gli chiedo: “perché sei qui?”, generalmente c’è un silenzio per risposta. Faccio un respiro e dico: “secondo me sei qui perché c’è una vocina in fondo a te che ti sta dicendo che puoi cambiare, c’è qualcosa dentro che ti porta a voler essere più felice, una spinta che ti fa venire il dubbio che credere in te stessa forse sia possibile…” il silenzio della paziente diventa improvvisamente un piccolo sorriso nascosto e finalmente iniziamo a lavorare, consapevoli dei nostri obiettivi.

Ecco cosa ci serve per cambiare noi stessi: credere che sia possibile!Perché, ve lo assicuro, è possibile! Ognuno di noi può arrivare al successo personale, ognuno di noi può arrivare a pensare di poter sognare, ma… — perché il ma c’è sempre e voglio essere onesta… — questo percorso non è privo di dolore. Migliorarsi mentalmente è come andare in palestra (ma dagli psicologi non si suda ve lo prometto….), si fa fatica e talvolta si sente dolore, tanti si scoraggiano di fronte a questo, ma la verità è che non ci sono processi di miglioramento senza impegno, dedizione e qualcuno che crede in noi.

Prima della mia strada come psicologa, ho fatto sport e questo mi ha aiutato moltissimo a capire una cosa: i veri cambiamenti arrivano dopo crisi profonde e solo quando decidiamo di uscire da queste crisi potremmo veramente dire che abbiamo iniziato il cammino verso la nostra evoluzione.

Passatemi una piccola digressione personale. Una volta volevo smettere di gareggiare perché non riuscivo, non mi veniva più nulla, anche quelle cose in cui ero più capace non mi riuscivano più e poi? Poi è arrivato qualcuno, mi ha dato una mano — ero letteralmente seduta per terra a piangere — e mi ha detto: “nella vita puoi cadere, e troverai sempre qualcuno pronto a dirti che sei sbagliato e a giudicarti, tu lasciali parlare, alzati, togliti la polvere, analizza con sincerità quello che è successo, dove hai sbagliato e perché lo hai fatto, parlane a persone fidate e combatti finché il problema non l’hai risolto, perché solo così lo risolverai per sempre…” Non solo è stato il mio mantra come atleta, ma lo è ora nel mio lavoro quotidiano con le persone.

E tu, consapevole che puoi migliorarti, sei pronta ad affrontare te stessa per evolvere? Io ci credo, sempre…

Questo articolo è stato pubblicato il 19/02/2016 su Medium.