Non sia mai che nel mondo di oggi una donna possa farsi vedere per quello che è realmente, struccata, magari vestita con la prima cosa che ha visto e sicuramente con le prime scarpe comode che ha visto nell’armadio… Lo sapete il perché?

Il giudizio, l’impressione, la prima impressione… quei malefici momenti dove conosciamo qualcuno e lo giudichiamo rispetto alla prima sensazione che sentiamo nella pancia. Lo diceva anche Oscar Wilde… “Non c’è mai una seconda occasione per fare una buona impressione la prima volta“, ma qui, in quanto donne, che dobbiamo fare? Essere noi stesse e pensare che saranno le nostre competenze a parlare oppure presentarci per colpire il prossimo a prescindere che sia quello che ci fa il cappuccino al bar? (persona senza la quale la sopravvivenza di molte sarebbe a rischio….)

Sono anni che vista la mia professione di psicologa me lo chiedo: Che pensano le persone quando mi vedono? Inizialmente pensavo che la domanda implicasse una mia insicurezza, la risposta ad oggi, poi magari in futuro la cambierò, è che l’idea anche l’altro si fa di me dipende da me al 50%. Mi spiego, io devo essere ciò che mi sento a livello personale e professionale, devo essere me stessa:

ho voglia di truccarmi? Lo faccio!

Ho voglia di vestirmi in un certo modo? Lo faccio!

Stamattina sono esausta e non ho alcuna voglia di fare tutto questo e mi vesto civilmente solo per rispetto a me stessa? Lo faccio!

Perché per quanto io possa impegnarmi a risultare piacevole alla mente e agli occhi dell’altro che ho davanti il suo modo di essere e di percepire la realtà impatta per un 50%  e su questa percentuale io non posso assolutamente incidere perché è data da esperienze precedenti…

Per cui  esco mai struccata? Certo! Perché essere apparentemente al proprio massimo non vuol dire tirare fuori da se stesse il meglio, vuol dire avere un bel pacchetto con dentro nulla e quello che conta, insieme alla prima impressione esterna, è quello che facciamo e diciamo il secondo dopo insieme all’espressione del viso o all’atteggiamento del corpo, insomma la comunicazione non verbale. E vi dirò di più sono anche andata all’Ikea in tuta una volta e con tutta tranquillità mi mescolavo a coloro che erano perfettamente truccate e con dei tacchi splendidi (sottolineano che hanno il mio rispetto, io esco dall’Ikea distrutta quasi ogni volta…) ed io ero struccata con la coda e le scarpe più comode che avevo. Questo non mi rende migliore o peggiore, mi mette solo in condizione di fare quello che in quel momento mi fa stare meglio.

Impariamo a essere internamente noi stesse e poi lasceremo che gli altri pensino un po’ quello che vogliono, l’importante è cosa pensiamo noi… e noi dobbiamo imparare a pensare positivo di noi stesse anche quando ci vediamo allo specchio per lavarci i denti al mattino per poi coraggiosamente dirci che siamo splendide…Untitled design