Tutti ci dicono chi evitare, tanti ci insegnano a riconoscere gli altri, ma la vera vita sta nel sapere chi siamo e nel conoscere meglio noi stessi, così da evitare le persone che ci fanno male. Perché continuiamo a frequentare persone che non vogliamo? Perché continuiamo a stare anche con coloro che non stimiamo?  Come mai ci affanniamo ad avere cose per essere felici? Certo che un bel laptop o una bella macchina fanno piacere, questo non è una riflessione contro il consumismo, ma una riflessione verso noi stessi. Se lasciamo che siano le cose a presentarci come pretendiamo di essere felici?

Questo è un blog per riflettere, per diventare ed essere una persona che si vuole realmente bene, una persona con una “positive mind”, non ho creato tutto questo perché ce l’ho e voglio insegnarlo agli altri, io voglio scrivere perché voglio condividere la mia esperienza verso questo progetto di vita, so di avere in potenza una positive mind, voglio arrivarci attraverso ogni aspetto della mia vita.

Con invidia guardavo su Facebook quelle persone che per 100 giorni   (http://100happydays.com/it/) hanno postato almeno una cosa al giorno che li faceva felici, ma la positività viene dalla felicità quotidiana?

Come cavolo si fa ad essere sempre felici? La verità è che esistono anche le giornate no, solo quando le possiamo riconoscere come tali secondo me siamo in grado di vedere anche le belle giornate, ma credere di essere sempre felici tutti i giorni è un’utopia, un ideale che forse solo i guru hanno, anche se dubito, il mal di pancia verrà anche a loro ogni tanto o no?

L’obiettivo è avere una vita piena e vulcanica, non una vita piatta, perché secondo me è questo che succede si confonde la pienezza del tutto (quindi negativo e positivo) con la piattezza del possesso e dell’ostentazione.  Siamo ciò che abbiamo, o abbiamo ciò che siamo? Mi sento Shakespeare, quindi vuol dire che la mia mente sta divagando troppo e come diceva una mia Prof: “quando la mente vaga o stai meditando o stai andando fuori tema” e visto che non sono seduta a fare Om, passo e chiudo.